Monday, June 17, 2013

Ho ripreso a lavorare da circa sei mesi. E Rei ha iniziato a frequentare il nido. Il nostro E.C. è andato a farsi benedire, anche se tento di recuperare qualcosa nei weekend (con scarso successo).

Ieri sera, dopo un periodo un po' difficile, ho deciso smettere di allattare. La nottata è stata un incubo di risvegli, pianti e singhiozzi. Una sorta di braccio di ferro proseguito questa mattina a poi ancora nel pomeriggio, all'uscita dal nido. Ho cercato di distrarlo e intrattenerlo usando ogni mezzo. Due ore di urla, giocattoli tirati, pugni e disperazione.
Il fatto che gli negassi il seno è stato accolto (giustamente) con rabbia e incredulità. Immagino che dal suo punto di vista sia stata un'imposizione del tutto incomprensibile: "Perché mi fai questo, mamma?", sembrava dirmi.

Poco prima di cena, stavo quasi per cedere. Non so cosa sia successo, ma poi è scattato qualcosa. Si è calmato e ha mangiato. Dopo cena abbiamo fatto il bagno con le paperelle nuove che s'illuminano nell'acqua e nonostante mi avesse lì nuda a portata di mano, non ha cercato il seno.
Il rito della nanna è durato più del solito. Con qualche protesta, ma senza isterismi, si è addormentato tranquillo. Sorprendendomi.

L'intera giornata era pervasa di magone e senso di colpa, più un pizzico di apprensione anche per l'8enne, che questa mattina ha affrontato la prima giornata di scuola estiva, ambiente e amichetti nuovi (uscito di casa riluttante e imbronciato è tornato a casa stanco, soddisfatto e pieno di entusiasmo).

24 mesi con il primo. 14 con il secondo. Direi che va bene anche così. La latteria può chiudere senza rimpianti.