Friday, April 3, 2009

One day in Milan

Ormai sono anni (dodici, per la precisione), che non vivo a Milano, ma ci torno sempre con piacere. Stavolta si è trattato di un mordi-e-fuggi professionale, ma anche ludico. Ho fatto da interprete a una persona speciale, l'unico uomo giapponese con cui abbia mai lavorato che mi abbia aperto la portiera del taxi o accompagnato la sedia a tavola. Etsuro Sotoo è uno scultore giapponese, impegnato da ormai trentun anni nella costruzione della Sagrada Familia, a Barcellona. Ha parlato di fronte a un piccolo pubblico di studenti e ha raccontato della sua esperienza e del suo rapporto con Gaudì, di cosa significa per lui scolpire e di quel che si cela dietro le sue opere, della ricerca di se stessi e dell'incontro con dio (che per me ha la lettera minuscola).
L'interprete è un mezzo, un organo in cui entra la lingua A ed esce la lingua B. L'atto è meccanico e raramente le parole vanno oltre la memoria a breve termine. Ma a volte è diverso: qualcosa ti colpisce e ti rimane impresso. Questo è il bello di questo lavoro: non sai mai con chi lavorerai. Un giorno traduci brochure di pneumatici da neve per mezzi pesanti, l'altro bugiardini di creme anticellulite e poi capita di incontrare dei geni.

E poi ho finalmente incontrato lei. elisazz. Ci conosciamo ormai da mesi, ci siamo scritte email, scambiate sms e parlate al telefono. Ma solo ieri ci siamo viste. Carina e dolce come pensavo, ma con delle mani inaspettatamente piccole, tanto che continuavo a osservargliele al bar, pensando che probabilmente le mie lo erano forse di più. Trovare il piccolo negli altri, anche in un dettaglio, mi dà serenità.
E ovviamente siamo andate a comprar lana (lei cotone, in verità). E abbiamo sbirciato abiti per bimbi, ma senza far danni. E ci siamo fermate un attimo in un sotteraneo in zona Loreto, a fare due chiacchiere e a prendere due cappellini misura mela (anurca?) e babbuccette formato mignolo.

E infine un sushi al volo, in ritardo. Che disonore una figlia che fa aspettare un padre giapponese per 25 minuti! Ma ho corso e sono arrivata trafelata e sudata. Ed è andata bene, perché avessi avuto prole al seguito, mi avrebbe attesa molto, ma molto di più!

5 comments:

ayame said...

hai mangiato con papa'.
iinaa. papa to no lunch ha nazeka tokubetu. harattekureru karakana?(wara
papa mo hitori de yokattane. jyanaito kanari okotteta to omouyo...

外尾 悦郎 e' di fukuoka!
hanashi mo aisou :)

hisashiburini azzuka no tanoshii wadai wo kikete nani yoridesu.

emmafassio said...

Una giornata intensa e piena di emozioni:) Che meraviglia:) Ogni tanto ci vuole un momento magico e incantato..

Knitaly said...

Ogni lavoro, ogni tanto ci concede qalche privilegio, un momento speciale, una bella gratificazione!
Bravissima! Auguri per tutto, anche per le prossime vacanze .... spero di vederti il 18!

elisa said...

e pensare che eri vicina vicina a casa mia! Il fato ci ha messo lo zampino.
La prossima volta magari sarò io a farmi un giretto a Torino, e per l'occasione metterò il cappottino di cdc che abbiamo comperato , ancora una volta senza saperlo, uguale.

Mamma Imperfetta said...

Konbanwa!
Complimenti per il tuo italiano!!!
Gente che vive qui da 40 anni ancora non sa infilare tre parole e un verbo. ;-)